Alberto Macchi

ALBERTO MACCHI, drammaturgo e regista teatrale, nasce a Roma nel 1941. Fin dal 1958 collabora con alcune riviste culturali. Nel 1963 pubblica a Messina: “Contemplativa Visione Umana” e “Panoramica Visione dell’Amore”; commenta, in quell’occasione, Maria Busillo: ”Alberto Macchi con lodevole semplicità riesce a trovare il modo di rendersi esplicabile. Nei suoi versi si nota l’esuberanza dei giovani anni dell’Autore e l’entusiasmo che egli sente per tutto ciò che è buono e bello, per cui s’esprime in chiare ed efficaci immagini”.
Scrive drammi e commedie per il teatro di prosa, come “Stella C”, tradotto anche in francese, “Tre morti”, “Hakuna matata ndio!”, “Il biglietto della lotteria” e monologhi e pezzi per il cabaret, come “Pulcinellate”, “Stasera che serata”, “Provagenerale”. Traduce testi dal francese e dall’inglese e adatta opere di noti autori, quali Courteline, Poe, Molière, Shakespeare. Nel 1978 frequenta a Roma i seminari e i laboratori di Psicodramma tenuti da Paola Mazzetti e successivamente quelli di Onirodramma tenuti da Lorenzo Ostuni. Segue in particolare gli spettacoli al Teatro “La Fede” di Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, al ”Teatro di Porta Portese” di Maria Teresa Albani, al Teatro “Dell’Orologio” di Valentino Orfeo, al Teatro “La Comunità” di Giancarlo Sepe  e al Teatro “La Piramide” di Memé Perlini, ma inizia con il Beat 72 di Ulisse Benedetti, osservando in particolar modo l’attività di Giorgio Marini. Partecipa ai laboratori di Lindsey Kemp, Ellen Stewart, Carmelo Bene, Jerzy Grotowski, Alessandro Fersen, Susan Stransberg, del Living Theatre. Come regista si forma in seno alla Scuola Romana del Teatro d’Avanguardia. E fa esperienze con Giuliano Vasilicò, Pippo Di Marca, Giorgio Strehler e Dario D’Ambrosi. Viaggia per studio e per ricerca, in tutto il mondo raccogliendo una infinità di materiale documentario e porta, con il “Teatrovunque”, lo spettacolo in ogni contesto: in ville, piazze, palazzi, chiese, gallerie d’arte, ristoranti, ospedali, scuole, ecc.. È volontario presso la struttura “Villa Maraini” diretta dal Dott. Massimo Barra, della C.R.I., del C.E.M., dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’AUSER, del Comune di Roma. Nel 1984 fonda la Compagnia teatrale “Teatro 84” che, già nel primo anno di attività, viene sovvenzionata dal Ministero dello Spettacolo e del Turismo in quanto produce rappresentazioni originali e di grande interesse. Ma, a causa del suo spirito libero, presto l’abbandonerà: per dirigere spettacoli di prosa per conto di altre compagnie e per partecipare in RAI e in altre emittenti, all’interno di programmi o eventi con Renzo Arbore, Lino Banfi, Pippo Baudo, Piero Angela, Corrado Augias, ecc., per sperimentare l’ambiente del cinema, comparendo in alcuni films interpretati da attori come Barbara De Rossi o Carol Alt, con registi come Giorgio Solima o Stuard Margolin. Esperimenta poi il mondo della lirica, con la Compagnia D’Amico e con i fratelli Tariciotti. Allaccia rapporti con i Comuni e con le altre Istituzioni. Intanto riceve ampi consensi da parte del pubblico e della stampa; scrivono di lui Giorgio Prosperi, Rita Sala, Rodolfo Di Giammarco, Nico Garrone, Tommaso Chiaretti e tanti altri. Gli vengono tributati premi e riconoscimenti vari.

macchiEcco alcuni tra i lavori più rappresentativi della sua lunga carriera artistica:
“Dolce Stil Nuovo in musica”: recital, da Dante Alighieri, con Alberto Macchi, al teatro ‘La Baracca’ di Giulio Girola e Nada Fraschi, a Roma nei giardini di Via Sannio, anno 1956  – “Shakiamuni”: dramma di Alberto Macchi, andato in scena al Teatro ‘Le Ginestre’ di Roma e ancora in provincia, con la Compagnia ‘Teatro 84’, replicato presso la Clesis-Arte di Roma, con gli allievi della scuola di teatro, tra i quali Massimiliano Giovanetti e Eliana Lopiano. Una copia del testo, tradotto in inglese, è stato donato all’Ambasciata Indiana a Roma; – “Salomè”: tragedia  di Oscar Wilde, con Julio Salinas, interpreti: Anna Suzzi, Laura Colombo, Pierluigi D’Orazio, Mauro Migliozzi, Paolo Gattini, Viviana Polich, ecc., messa in scena al Teatro dell’Uccelliera di Villa Borghese a Roma e replicata in provincia in occasione dell’‘Estate Romana’ del 1984 – “Edipo”: tragedia da Sofocle e da Seneca, con Giorgio Lòsego, Bruno Sais, Lidia Montanari, ecc., spettacolo insignito del  Premio ‘Foyer des Artistes’ edizione 1985 – “Foglie d’autunno sul Vittoriale”: pièce teatrale tratta dall’opera ‘Solus ad Solam’ di Gabriele D’Annunzio, al Teatro delle Voci di Roma – “Sogno, ma forse no”: commedia di Luigi Pirandello per il Teatro Belli di Roma, andata in scena dopo un laboratorio sull’autore – “Il Tunnel”: dramma di Pär Lagerkvist, per il Teatro Belli di Roma, andato in scena dopo un laboratorio sull’autore – “Sala prova per tre”, teatro musicale, con Laura e Donatella Zapelloni, Donatella Minicone, al piano Annamaria Caccavale, presso il Teatro Majakovskij di Ostia – “Who’s bad”: musical da Michael Jackson, al Teatro Giulio Cesare di Roma, con la Compagnia ‘Ideadanza’, con Piero Moriconi, coreografie di Marcello Sindici. – “Per colpa del tempo”: commedia di Alba Maria Patanè, con Gianluca Bottoni, Daniela De Lillo, Laura Zapelloni, Giancarlo Carlaccini Giovanni Nicoletti, coreografie di Paolo Londi, al Teatro Agorà a Roma – “Prima che il sonno cominci” di Massimo Cassani, al Centro di Villa Maraini di Roma presso la Coop. Gruppo Ricerca Psichiatria Sciale, in seno alla Rassegna ‘Quattro piani di follia’ a cura di Dario D’Ambrosi e con la partecipazione di Edoardo Erba, Mario De Candia e Anna Duska Bisconti – L’Ottobrata”: commedia di Ettore Petrolini, con la Compagnia ‘Li Buattari’ rappresentata a Roma in occasione della manifestazione ‘Ottobrata Trasteverina’ – “Quando noi,  morti, ci destiamo…”: dramma di Herik Ibsen, con Paolo Perelli, Daniela De Lillo, Emanuela Mondello, ecc., proposto al “Festival di Ibsen” di Ischia, edizione 1987 – “Walden”: dramma da David Henry Thoreau, nei giardini di Castel Sant’Angelo a Roma, con Gianluca Bottoni e Pierfrancesco Mazzoni, coreografie di Paolo Londi – “Mary Poppins”: commedia musicale, da Pamela Travers, con Iramar Amaral, Chantal David, ecc., a Roma, al Teatro di Villa Lazzaroni – “Michelangelo Merigi da Caravaggio”: atto unico, di Alberto Macchi, protagonisti: Mauro Cremonini, Elisa Ravanesi, Enzo Bellanich, andato in scena nel 1992 al Teatro Centrale dell’E.T.I., di Roma, in concomitanza con la Mostra di Caravaggio a Palazzo Ruspoli e, col patrocinio dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede, al Centro St. Louis de France, sempre a Roma. Spettacolo premiato dal Club UNESCO di Trapani – “Volodja”: dramma di Alberto Macchi, rappresentato nel 1993 a Roma in occasione del centenario della nascita di Vladimir Majakovskij con Mimmo Strati e Susanna Bugatti – “Il custode del sepolcro”: dramma di Franz Kafka, con Marina Ruta, Gabriele Tuccimei, Silvia Tortarolo, ecc., messo in scena al Teatro al Parco di Roma, dentro Villa Maraini, nel 1994, con il patrocinio dell’Ambasciata Ceca – “Hakuna Matata Ndio” di Alberto Macchi, con Monica Sallese, Laila Iuri, Graziella Diano, ecc, spettacolo di Teatro-Canto-Danza, rappresentato a Roma e in Campania – “San Filippo Neri”: spettacolo di Anna Trinchese e Alberto Macchi, rappresentato  a Roma presso la Chiesa degli Oratoriani di Santa Maria in Vallicella – “Beato Angelico”: testo di Alberto Macchi, rappresentato a Roma presso la Basilica dei Domenicani di Santa Maria sopra Minerva, a Santa Sabina, a San Stanislao dei Polacchi e in Veneto, con Mauro Bisso, Carlo Pontesilli, Gabriele Villa, Romano Malaspina, Maria Szafrańska, Tiziana Scotti – “San Stanislao Kostka”: spettacolo itinerante di Alberto Macchi, con Rafał Fleszar, Tadeusz Dobrowolski, Adam Skolik, Maria Letizia Gorga, il soprano Astrea Amaduzzi e il Coro Vox Poloniae di Maria Gromnicka ed altri, andato in scena a Roma, presso la Chiesa dei Gesuiti di Sant’Andrea al Quirinale e replicato poi in Vaticano, nonché a Varsavia presso la Comunità di Laski, in lingua polacca – “Carlo Dolci”: monologo di Alberto Macchi, rappresentato, oltre che in Italia con Mauro Bisso, anche in Polonia con Zbigniew Kłopocki ed Elwira Romańczuk – “Stanisław Morvay”: atto unico di Alberto Macchi, da una biografia di Maria Joseph Balsach, rappresentato in Italia e in Polonia, con gli attori Guido Ruvolo, Stanisław Świder, Ewa Sawicka e con la partecipazione del soprano Astrea Amaduzzi; scritto per andare in scena anche in Spagna e in Francia, tradotto infatti, per l’occasione, in spagnolo, in francese e in polacco – “Cesare Baronio e l’Oratorio dei Filippini del XVI secolo”: oratorio, libretto di Alberto Macchi, con gli attori, Guido Ruvolo, Achille Brugnini, Danilo Gattai ed altri, con il soprano Astrea Amaduzzi e con il musicista Pier Luigi D’amato, presso la Sala Ovale degli Oratoriani, nella Casa Vallicelliana di Roma – “Sigismondo Felice Feliński”: dramma di Alberto Macchi, in lingua polacca, presso la Chiesa d’Ognissanti a Varsavia, in occasione della Canonizzazione del Card. Felinski avvenuta nel novembre del 2009 in Piazza San Pietro a Roma; interpreti: Ignacy Gogolewski (Voce di Pio VII), Michał Janusz Grzegorzewski (Feliński), Elwira Romańczuk, Mirosław Nowak, Krzysztof Stosur, Claudio Buonavita; e in lingua italiana, presso il Teatro ‘Henrico Marconi’ di Varsavia; interpreti: Guido Ruvolo, Mauro Bisso (Voce di Pio VII), Angela Ottone e Mario Zaccaria – “L’uomo Caravaggio”, di Alberto Macchi, in Prima Nazionale nel 2010, al Teatro ‘Oratorium’ di Varsavia, con la Compagnia Teatrale ‘Esperiente’, protagonisti: Alessandro Bruzzone, Angela Ottone e Mario Zaccaria, in occasione delle Commemorazioni per i 400 anni dalla morte del pittore. Repliche in Polonia nell’anno 2011.

Dal 1986 tiene corsi, seminari e laboratori nelle scuole statali e per attori. Nel settembre del 1987 è tra i soci fondatori dell’Associazione “IdeaDanza” di Marcello Sindici, nella cui scuola di Roma-Acilia, successivamente insegna dizione e recitazione. È ancora docente di Teatro Orientale presso la scuola Clesis-Arte di Carlo Merlo, a Roma, negli anni 1990 e 1991. È l’ideatore del “Teatro al Ristorante”, ossia della prosa portata fra i tavoli, una formula che a Roma riscuote moltissimi consensi per diversi anni. Come direttore artistico o come regista, poi, partecipa a molti eventi con i personaggi più vari, quali Renato Zero, Anna Mazzamauro, Gino Bramieri, Giacomo Rondinella, Annamaria Gambineri, Gianfranco D’Angelo, Gigi Sabani, Renato Rascel, Aldo Fabrizi, la Premiata Ditta, Paola Borboni, Riccardo Pazzaglia, Miranda Martino, Achille Millo, Karl Potter e così via: “Bottega del Teatro” in seno alla 39° Fiera di Roma Internazionale, “Telethon a Piazza Re di Roma” promosso dalla BNL, “Festa di San Giovanni” promossa dal Comune di Roma, “Festa per il 250° Anniversario del Santuario del Divino Amore”, “Veramente Falso”, una Convention di Cartier, presso l’Hotel Excelsior di Roma, “Defilée di Moda” in provincia di Vicenza, ”Inaugurazione della Collezione Maranello Rosso Ferrari” presso la Repubblica di San Marino nel 1990, ”Premio Internazionale Beato Angelico per la Polonia del 1998” di Giuseppe Latina, nella Chiesa di San Stanislao dei Polacchi a Roma, il cui Comitato d’Onore è presieduto dal Card. Józef Glemp Primate di Polonia e dove vengono premiati vari artisti, tra i quali due registi: Krzysztof  Zanussi e Jerzy Grotowski. Un giorno poi Macchi s’accorge che dal suo nome e cognome scaturisce l’anagramma: ‘Imbocca l’ArThe’. Allora prende sul serio questa scoperta, considerandola un invito ad ‘imboccare’ appunto la strada dell’’Art’ unita al ‘Theater’. Così, da quel momento, abbandona commedie, spettacoli comici e cabaret ed incomincia a scrivere testi impegnati che contemplano appunto l’Arte ed il Teatro; finché nel 1995 Macchi arriva a pubblicare a Roma, con AETAS Edizioni Internazionali, l’atto unico “L’Uomo Caravaggio” condiviso dalla Prof.ssa Mina Gregori, con la prefazione della Prof.ssa Stefania Macioce. Incoraggiato dal risultato, continua a scrivere altri testi teatrali relativi alle biografie di artisti e personaggi storici vari, tutte opere sempre corredate di note e di bibliografia, frutto di scrupolose ricerche nelle biblioteche e negli archivi d’Italia e d’Europa. Nascono così: “Margherita della Metola”, “Cristoforo Colombo”, “Alberto Magno e Tommaso D’Aquino”, “Caio Giulio Cesare”, “Cristina di Svezia”, “Celestino V”, “Boris I”, “Licinio Refice”, “Sarah Bernhardt ed Eleonora Duse”, “Hildegard von Bingen”, “Teodora Ricci”, “Lucrezia Borgia”, “Giordano Bruno”, “Beatrice Cenci”, “Matilde di Toscana”, “Bianca Cappello”, “Valera e Valignani”, “Giuseppe da Copertino”, ”Cesare Baronio, Federico Barocci e Giusto Calvino”, “Salvador Rosa”, “Gaspare del Bufalo”, “Giorgio III Hanover”, “Cagliostro”, ”Emma Hamilton”, ”J. W. Goethe”, ”Grand Tour”, ”Giuditta Tavani”, “Oscar Wilde”, “Don Bosco e Don Orione” e “Arcangela Paladini”, con la prefazione di Jacopa Stinchelli, pubblicato a Roma nel 2004, “Beato Angelico”, con la prefazione di Pippo Di Marca e “Irene Parenti”, con la prefazione di Angela Sołtys, entrambi pubblicati a Roma nel 2005, “Pompeo Batoni”, con la prefazione di Casimiro Przydatek e “Carlo Dolci”, con la prefazione di Maurizio Marini, pubblicati tutti e due a Roma nel 2006, ”Cesare Baronio”, con la prefazione di Edoardo Aldo Cerrato, pubblicato a Roma nel 2007. Da quando, nel 1996, Macchi visita la Polonia, incontra lì un ambiente particolarmente favorevole per studiare e per scrivere. Decide allora di svolgere la sua attività anche in quel paese. Così, oltre a tenere seminari e laboratori teatrali all’interno di varie istituzioni e a mettere in scena spettacoli, viaggia in lungo e in largo per tutto il territorio e ne studia la lingua e la storia. E fa ricerche e raccoglie tanto materiale documentario e fotografico per cui scrive altri testi teatrali di grande interesse storico, come “Stanislao Poniatowski” che viene apprezzato dai Professori Piotr Salwa dell’Università di Varsavia, Stefan Bielański dell’Università di Cracovia, Gaetano Platania dell’Università della Tuscia e Sante Graciotti dell’Università La Sapienza di Roma; poi “Bona Sforza”, “Da Valdocco a Zduńska Wola”, “Brat Albert”, “Róża Czacka”, “Zygmunt S. Feliński”, “Stanisław Morvay”, “Cagliostro in Polonia” e “Stanisław Kostka” pubblicato in parte a Cracovia nel 2005 dalla Editrice Wam, in ‘Świece Dochowy’, con la prefazione di Józef Augustyn; tutti testi poi tradotti in lingua polacca.
Alberto Macchi, dal 1996, risiede e lavora gran parte dell’anno a Varsavia. A Roma, dove si reca in varie occasioni, custodisce una sua biblioteca con un ampio archivio storico con biografie di personaggi del Cinquecento, del Seicento e del Settecento, corredate di documenti, foto, registrazioni audio e video, disegni, incisioni, opere pittoriche e opere letterarie. È iscritto alle sezioni D.O.R. e MUSICA della S.I.A.E. dall’anno 1985.
Dal 2009 al 2011 è Direttore Artistico del Teatro “Enrico Marconi”, uno spazio teatrale ottocentesco al centro di Varsavia gestito dall’Associazione ‘Italiani in Polonia’, con una sua programmazione, ravvivata da un Laboratorio Teatrale Permanente composto da artisti dei diversi Paesi Europei che ha dato vita alla Compagnia Teatrale ‘Esperiente’, oggi con sede presso il Teatro “Della Vistula University” di Varsavia, il cui repertorio di prosa è costituito da opere in italiano e polacco, ma prossimamente anche in inglese, francese e spagnolo.
Collabora, inoltre, con la “Gazzetta Italia” di Varsavia, giornale stampato in italiano e in polacco.
In questi ultimi tempi opera sempre più frequentemente in Europa, ma è impegnato quasi esclusivamente come ricercatore e come autore di testi teatrali concernenti biografie di personaggi storici, per i quali da qualche tempo si avvale della collaborazione della Dott.ssa Angela Sołtys, Storica dell’Arte presso il Dipartimento Studi e Ricerche Storiche del Castello Reale di Varsavia.

Dovunque esercita la sua professione, ancora adesso comunque, Macchi, continua a mostrare quella serietà e quell’entusiasmo che lo hanno caratterizzato ed accompagnato per tutta la vita.

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